Zhang Xianliang e la Festa dei Morti

La nostra Pasqua quest’anno corrisponderà alla Festa dei Morti cinese, 清明节 Qīngmíng Jié.

Ed è quasi ovvio mi venga in mente  Zhāng Xiánliàng 张贤亮.

Zhang Xianliang, 张贤亮, Nazarena Fazzari, China Western Film Studios, 镇北堡西部影城, Zhènběibǎo Xībù Yǐngchéng
Zhang Xianliang e Nazarena Fazzari, 15 aprile 2002, Yinchuan, Ningxia, Cina

Andai a cercarlo a Yínchuān 银川, nella provincia autonoma del Níngxià 宁夏, proprio in corrispondenza della Festa dei Morti, nel lontano 2002. Avevo trascorso diversi mesi a tradurre “Metà dell’uomo è donna” 《男人的一半是女人》 Nánrén de yībàn shì nǚrén, un romanzo del 1985 che in Cina fece molto scalpore per due motivi: il primo è per l’accusa al Partito Comunista di aver evirato gli intellettuali cinesi;  il secondo è perché conteneva le più esplicite scene di sesso della letteratura ufficiale per l’epoca, fatto che gli costò l’accusa di pornografia.

Su quelle oltre 200 pagine avevo studiato gli slogan della Rivoluzione culturale 文化大革命 wénhuà dà gémìng, e la rieducazione attraverso il lavoro 劳改 láo gǎi.

Andai da lui con la curiosità della studiosa e della traduttrice, ma anche e soprattutto dell’essere umano preoccupato della sorte, prima che dello scrittore, dell’uomo che era stato più volte rieducato, messo in prigione e sottoposto alla dittatura delle masse; che aveva conosciuto le sofferenze della Cina come uomo e come intellettuale.

E non lo trovai.

Era a Nanchino, a rendere omaggio alla tomba dei suoi genitori, in occasione della Festa dei Morti.

Lo aspettai per diversi giorni, girovagando nei paraggi. Una delle mie mete preferite era un vecchio castello Ming, nel quale Zhang Xianliang aveva ricavato la China Western Film Studios 镇北堡西部影城 Zhènběibǎo Xībù Yǐngchéng. Lì venne girato, tra gli altri, Sorgo Rosso 红高粱 Hóng Gāoliáng (1987), il film che lanciò sulla scena internazionale Zhāng Yìmóu, 张艺谋.

Quando riuscii a incontrarlo, oramai era assurto a figura epica: non era stato solo riabilitato, ma si era reintegrato perfettamente nel sistema, ottenendo riconoscimenti sia come intellettuale che come imprenditore. Fui grata alla vita per quel senso di giustizia, per quella vita riscattata, per quell’incarnazione del detto 先苦后甜 xiān kǔ hòu tián, dopo l’amaro viene il dolce.

Quando gli chiesi quali cariche ricoprisse, mi rispose ridendo che non le ricordava tutte. Nelle risate che scandirono l’intervista ritrovai lo scrittore di “Metà dell’uomo è donna”, per il quale l’ironia era stato un efficace mezzo di sopravvivenza nei momenti difficili.

Zhang Xianliang è mancato lo scorso settembre, all’età di 78 anni. Le pagine del suo libro che ora ritornano più facilmente alla mia memoria sono quelle in cui la protagonista femminile promette al protagonista maschile di bruciare in suo onore soldi di carta a ogni Festa dei Morti. Così si chiude il romanzo: sulla Festa dei Morti.

Ecco perché mi è inevitabile pensare a lui proprio ora.

 

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