Xiehouyu 歇后语. Ovvero “Si chiama Pietro…”

Per capire cosa sia uno xiēhòuyǔ 歇后语, partiamo da un esempio italico. Chiedete una penna in prestito a qualcuno, e quello vi risponde: “Si chiama Pietro!”. Cosa vuol dire? “Che torna indietro”.

Questo in cinese si chiama xiēhòuyǔ 歇后语, che Giorgio Casacchia* traduce come “locuzione con sottointeso”.

Come se si trattasse di un indovinello in cui la risposta però non è la soluzione. La risposta è la chiave per capire a che cosa si fa riferimento.

Ad esempio, per indicare una persona che non ci degna di uno sguardo, possiamo dire che ‘si fa il funerale con la bara vuotakōng guāncái chūbìn 空棺材出殡, che è il nostro “indovinello”.

xiehouyu 歇后语La risposta è che ‘nella bara non c’è nessuno’, o meglio ‘nel legno non c’è nessuno’, mù zhōng wú rén 木中无人.

Abbiamo la soluzione? Niente affatto. Ma abbiamo la chiave per capire quale sia la soluzione. Perché gli xiehouyu si basano sull’omofonia. Quindi, dobbiamo cercare un’espressione che suoni come mù zhōng wú rén.

In questo caso si tratta di mù zhōng wú rén 目中无人, che letteralmente vuol dire ‘non avere nessuno negli occhi’, ma che indica idiomaticamente il “non degnare di uno sguardo”.

Ed ecco che abbiamo (finalmente!) la nostra soluzione.

Difficile? Non preoccupatevi: esistono diversi dizionari.

 

*Casacchia, Giorgio, e Yukun Bai. Grande dizionario Cinese- Italiano 汉意大词典. Roma: ISIAO, 2009.

 

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