Sei un 250!

Dare a qualcuno del 250 (二百五èrbǎiwǔ) non è certamente un complimento, ma pochi sanno il perché.

La storia narra di un ragazzo che lavorava come apprendista  presso un notaio e doveva imparare a far di conto. Il notaio iniziò a fargli vedere dei numeri: 1 è indicato da una lineetta orizzontale,  一; poi 2,  due lineette orizzontali, 二;  poi  3,  tre lineette orizzontali,三.  A quel punto, il ragazzo, imbaldanzito, lo interruppe dichiarando di aver capito. Quando gli fu chiesto di scrivere 250, tracciò 250 righe,  facendo la figura dell’idiota.

Questa la vicenda popolare, ma la questione linguistica è ben più complessa. E sempre di conti si tratta, ma di monete sonanti. In particolare, le monete di rame diffuse sotto le dinastie Ming e Qing: 铜板 tóngbǎn.

250, monete cinesi, insulti cinesi

500 monete formavano un 封 fēng, detto anche 吊 diào, per cui 250 monete erano mezzo feng o mezzo diao.  C’è una parola che suona molto simile: fēng, pazzo. E quindi 二百五 èr bǎi wǔ era un modo indiretto per dare del mezzo pazzo, e poi è passato a indicare uno scemo, un idiota.

Per affinità, è rimasta come offesa anche l’espressione mezzo diao (半吊子 bàn diàozi), che oggi indica una persona superficiale e poco capace.

Fonte: 王希杰《汉语修辞学》,商馆印书馆,北京, 2015

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