Le mele di Natale

Le mode passano da una cultura all’altra, e così le feste. Come noi abbiamo ereditato festività estranee alla nostra cultura, come Halloween, anche Natale è arrivato in Cina,con il nome di 圣诞节Shèngdàn jié, la festa della nascita del saggio/santo.

Se 圣诞 una volta indicava la data di nascita dell’imperatore o del Saggio per antonomasia  – ovvero Confucio – oggi è passata a indicare il compleanno di Gesù, e a descrivere un fenomeno tutto occidentale:  圣诞树 Shèngdàn shù è l’albero di Natale, e 圣诞老人 Shèngdàn Lǎorén, il vecchietto di Natale, è Babbo Natale.

E poi ci sono le mele di Natale. Che però in occidente non esistono.

平安夜, vigilia, Natale, Mela, auguriIl giorno di Natale ricevo diversi messaggi da parte di amici cinesi che mi mandano (metaforicamente) una mela della pace:  送一个平安果,sòng yī ge píng’ān guǒ.

Che sia il frutto di Natale, lo si capisce dal richiamo a 平安, pace, che fa parte della parola con cui in cinese si indica la vigilia di Natale, 平安夜 píng’ān yè, la notte silenziosa, la notte di pace. Perché questo nome? Semplicemente, si tratta della traduzione del canto di Natale “Silent night”.

Nella cultura cinese la mela è già un regalo di buon auspicio di per sé, proprio perché il suo nome 苹果píngguǒ richiama alla pace 平安  píng’ān , e quindi la si regala come  augurio di pace e serenità.

A fronte dell’incontro con la cultura occidentale, le carte si mescolano e si creano nuove abitudini:  se Natale è la notte di pace, e la mela è il frutto della pace, ecco che ci si regalano (anche solo come immagine) delle mele a Natale. Meglio se mele rosse, perché il rosso allontana le influenze nefaste.  Ma in fondo, anche Babbo Natale si veste di rosso, no?

 

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